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La musica nasce con l’uomo

della Prof.ssa Giulia Cremaschi

La musica nasce con l’uomo. Il grembo materno è la “Prima Orchestra”, il luogo dove non esiste un solo attimo di silenzio, dove la musica è pulsazione, respiro, voce, emozioni, la conoscenza originaria della vita.  
La “Prima Orchestra” è accoglienza incondizionata, volontà di vivere, assenza di giudizio.
Accolto nella “Prima Orchestra” ogni essere umano impara a muoversi perché è mosso, impara a parlare perché convibra nella Risonanza Sonoro-Emotiva del corpo materno.
Una volta nato ritroverà nel mondo quelle vibrazioni ed emozioni che ha conosciuto nella trasmissione liquida in una nuova trasmissione, quella aerea.
Ogni conoscenza non è nuova è il ritrovare un mondo già conosciuto in un mondo più grande.
Tutto accade ed accadrà nella relazione. Ci sono relazioni che favoriscono la crescita armonica dell’essere umano, ci sono relazioni che la inibiscono, che la bloccano (i traumi).
La musica è presente in ogni popolazione, in ogni momento storico, perché i suoni sono il tessuto della relazione originaria, della “Prima Orchestra”. Attraverso modi diversi di fare musica gli essere umani continuano a riproporre le emozioni originarie della loro vita.
Il convibrare nella Risonanza Originaria è l’essere mosso, cullato per imparare a muoversi.
Il convibrare nella Risonanza Originaria è l’esperienza dell’ordine ritmico-motorio. Questa esperienza, dopo la nascita, sarà applicata nell’ordine delle misure, dei numeri.
Il convibrare nella Risonanza Originaria è l’esperienza del canto, della voce, della parola; esso diviene imparare a parlare.
Ricercando la relazione fra la musica e la risonanza corporea all’interno del grembo materno, troviamo le basi teoriche della musicoterapia umanistica:
gli aspetti teorici;
l’epistemologia musicale;
il “perché, come, quando” della musicoterapia.

L’utilizzo della musica non conosce controindicazioni.
Se la musica è l’arte dei suoni allora la musicoterapia è l’arte della comunicazione.
Nel modello della Musicoterapia Umanistica APMM, la Pedagogia Musicale e la musicoterapia sono congruenti fra di loro. E' importante per ogni bambino imparare ad ascoltare.
Un bambino impara ad ascoltare se si sente ascoltato, accolto, non giudicato ma guidato nei momenti di difficoltà.
Un bambino ascoltato impara ad ascoltare gli altri, ad ascoltare e conoscere il mondo. Egli impara ad ascoltare se stesso.
Questo procedimento è al contempo educativo e terapeutico.
A secondo dell’età, delle caratteristiche, delle difficoltà che una persona presenta il musicoterapeuta attinge alle sue risorse interne per costruire un’esperienza attiva con i suoni. Attraverso lo sperimentare insieme nasce il dialogo.
Così è possibile procedere indicando le più svariate patologie e le possibilità di efficacia terapeutica della musicoterapia umanistica. Le possibilità di intervento riguardano l’età evolutiva a partire dalle gestanti fino ai pazienti terminali.
Il modello di Musicoterapia Umanistica, fondato dalla musicoterapeuta Giulia Cremaschi Trovesi (modello APMM) con la collaborazione della dott.ssa Simona Colpani (Relazione Circolare) e del dottor Mauro Scardovelli (PNL Umanistica Integrata), si distingue per le sue basi teoriche fondate nella musica.
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